Un piccolo Blog dedicato al paese del Sol Levante ed alle altre nostre passioni
In questo articolo riprendiamo e allarghiamo quanto introdotto nell’articolo “panoramico” sulle bevande giapponesi che vi abbiamo proposto qualche tempo fa e cerchiamo di entrare un pò più nel dettaglio della bevanda giapponese più conosciuta dagli occidentali, ovvero il saké (per le informazioni presenti nell’articolo e per le foto si ringrazia la nostra Catia Fucci)!
Innanzitutto bisogna precisare che in questo articolo si parlerà di saké facendo riferimento al Nihonshu (日本酒), ovvero il vino di riso giapponese, dato che, come non tutti sanno, con il termine saké (酒) si indica genericamente una “bevanda alcolica” e difatti nelle varie zone del Giappone con questo termine si può indicare sia lo Shochu di patate (nella zona del Kyushu meridionale, come è stato già approfondito in un nostro interessante articolo), sia l’Awamori (nella zona di Okinawa), il cui significato letterale è “cupola trasparente”, detto anche Kusu (la cui traduzione è “vecchia bevanda”).
Si dice spesso che il Giappone sia la patria delle curiosità più sfrenate, delle cose più assurde e delle più grandi stranezze, ebbene oggi vi dimostrerò che questo….è proprio vero!
Forse a molti di voi sarà capitato di leggere la notizia, riportata da più fonti di informazione, riguardante una pianta che blogga sul web. Procediamo con ordine, eccovi intanto la notizia, qualora ve la foste persa:
”Midori-san”, una pianta in vaso alta 40 centimetri in un caffé a Kamakura, vicino a Tokyo, blogga ogni giorno grazie a un sensore che misura gli impulsi elettrici e ad un algoritmo che li traduce in giapponese. La pianta, una hoya kerrii, è chiamata comunemente “pianta a cuore” per la forma delle sue foglie.

Cos’è?
Kiva è una bella realtà che è nata attraverso internet: è il primo sito web per micro-prestiti che permette di prestare direttamente a piccoli imprenditori nei paesi in via di sviluppo.
La gente che si trova sul sito sono persone reali che necessitano finanziamenti per avviare una loro impresa, aiutandoli così a fare grandi passi verso l’indipendenza economica e migliorare la vita per se stessi, la loro famiglia e la loro comunità. Per tutta la durata del prestito (di solito 6-12 mesi), è possibile ricevere via mail gli aggiornamenti giornalieri e tenere traccia dei rimborsi.
Kiva ha come partner le migliori compagnie di microcredito esperte nella scelta degli imprenditori.
“Cari lettori, eccovi il programma di un importante convegno riguardante il paese del Sol Levante a cui vi consigliamo di partecipare qualora vi trovaste a Bologna o dintorni intorno alla metà di Novembre!”
Convegno internazionale
Bologna, 17 e 18 novembre 2008
promosso da Tokyo University of Foreign Studies, dalla associazione Nipponica (Recapiti: web www.nipponica.it e tel. 051 381694) e in collaborazione con Università di Bologna col patrocinio di Ambasciata e Consolato del Giappone e Ministero degli Affari Esteri italiano.
Shōchū (焼酎) è una delle bevande “storiche” del Giappone. Tradizionalmente era la bevanda dei poveri e anni addietro era considerato uno spirit per anziani. L’origine esatta del shōchū è sconosciuta, ma il primo documento che lo cita fu trovato nell’isola di Kyūshū, nel sedicesimo secolo. Si pensa che la distillazione sia arrivata lì via Thailandia, dove altri dicono giunse dalla Cina, attraverso la Corea (da qui l’impossibilità di attribuirgli una patria d’origine). Ancora oggi il shōchū è prodotto in tutto il Giappone, ma in particolare nell’isola di Kyūshū, la più meridionale. Nella prefettura di Kagoshima, a Kyūshū, niente sake o altre bevande, solo shōchū. A differenza del sake, che molti ritengono più adatto al cibo, è più indicato per i cocktail o come drink dopo-pasto (”volgarmente” è stato definito come l’analogo della nostra grappa o della vodka, ma rispetto alle quali è meno alcolico e con più evidenti aromi primari).
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