Un piccolo Blog dedicato al paese del Sol Levante ed alle altre nostre passioni
Sebbene non ci sia una data di nascita precisa, si possono tracciare le radici della yakuza nel 1612, quando individui chiamati kabuki-mono (letteralmente, “i pazzi”) cominciarono a “farsi notare” dai funzionari giapponesi. Non si vede come avrebbero potuto passare inosservati, coi loro vestiti e acconciature fuori dal normale, il loro atteggiamento di tracotanza, e il fatto che portassero la katana lunga (solo i samurai erano ufficialmente autorizzati). Terrorizzavano la gente per il semplice divertimento, arrivando anche all’omicidio, sempre per futili motivi. Si aggregavano in bande e parlavano in un loro specialissmo slang. Già allora, una caratteristica importante era l’assoluta fedeltà ai componenti del proprio gruppo.
I kabuki-mono erano in realtà ex servitori dello shogun (erano infatti chiamati anche hatamoto-yakko). Durante lo shogunato dei Tokugawa le guerre inter-clan finalmente cessarono, e 500.000 samurai persero il loro impiego, in poche parole! Divennero in questo modo dei ronin: molti di loro si riciclarono come delinquenti, abbandonandosi a saccheggi in tutto il Giappone.
Per difendersi da queste bande, i villaggi organizzavano gruppi di vigilantes, i machi-yokko (”servitori della città”) che spesso e volentieri riuscivano a battere sul campo i ronin. Questi gruppi di autodifesa erano costituiti da impiegati, negozianti, locandieri e anche altri ronin. Ognuno di essi era un esperto giocatore d’azzardo e questa comune carateristica li aiutò a formare strette relazioni personali, un po’ come l’odierna yakuza. Proprio questa gente, da protettori di villaggi, si sono trasformati col tempo come gli oppressori! Abbastanza divertente, se non fosse per quelli che dovevano subire il pizzo ed altre amenità.
Gli anime e i manga vengono innanzitutto divisi in base al target a cui è rivolta ogni opera. La distinzione principale che si suole fare è quella tra produzione SHOJO e produzione SHONEN.
Le opere SHONEN sono pensate per un pubblico maschile adolescenziale. In generale trattano di sport, specie calcio o baseball, oppure rientrano nel filone della fantascienza, con un eroe-robot oppure con un eroe-pilota che combatte per salvare la Terra dall’invasione aliena di turno, o di personaggi eroici o fantastici che tramite duri combattimenti adempiono alla loro missione – Raramente presentano temi intimistici o romantici.
Vi è poi la produzione SHOJO destinata a un pubblico femminile. Essa affronta temi romantici e presenta di solito un personaggio principale femminile. Si divide nel cosiddetto filone delle maghette (”majocco”), in quello degli sport femminili (pallavolo e tennis su tutto) e in quelli generalisti.
Oggi analizzeremo una per una le espressioni grafiche che rendono gli anime e i manga riconoscibili al primo impatto!
Il Super Deformed
La prima espressione grafica che rende gli anime e i manga unici e forse quella che colpisce di più è la scenetta in super deformed. Essa consiste nel fatto che il personaggio o i personaggi della scena vengono disegnati in forma caricaturale allo scopo di suscitare ilarità. Il personaggio può essere disegnato nell’espressione di rabbia,di arrossimento,di stupore o di felicità ma sempre ed unicamente con lo scopo sopraindicato. Il deformed può essere a figura intera (in questo caso il corpo si rimpicciolisce e il volto risulta sproporzionato) o può riguardare unicamente il volto (con alterazioni dei tratti del viso)
Harajuku è il quartiere di Tokyo noto per lo stile e le tendenze giovanili, ma soprattutto per essere la “patria” del Cosplay e Visual Kei. La zona ha due principali strade: Omotesandō e Takeshita.
Cosplay consiste nell’indossare un costume che rappresenti un personaggio riconducibile ai manga o anime e interpretarne il modo di agire. Ogni weekend, moltissimi adolescenti arrivano da tutte le zone della prefettura di Tokyo, con trolley pieni di vestiti, parrucche, trucchi, pronti a sfoderare la loro creatività. La maggior parte sono ragazze e per questo vengono chiamate Harajuku girls, e il loro unico scopo è divertirsi tutti insieme. Quello del Cosplay è un fenomeno nato negli anni ‘80, quando i giovani dell’epoca iniziarono a radunarsi in Omotesando vestiti in modo a dir poco “particolare.
Quando nel 1814 il pittore Katsushisa Hokusai coniò il termine manga, certo non immaginava che oltre cent’ anni dopo sarebbe stato così largamente usato dai suoi connazionali. Hokusai congiunse gli ideogrammi “man” ( immagine) e “ga” (satireggiante) per dare il titolo ad una sua raccolta di disegni e schizzi, Hokusai Manga, ma successivamente il termine è stato utilizzato per indicare tutti i disegni satirici( dalle vignette alle strisce) e in seguito i fumetti di origine nipponica, cioè i Manga! Difficile stabilire la data di nascita del fumetto giapponese, comunque tra gli anni da ricordarvi è il 1862, quando a Yokohama nasce The Japan Punch, rivista satirica fondata dall’ inglese Charles Wirgman, e contenente strisce e caricature. Si tratta di una pubblicazione in stile europeo, ma che forgerà i primi disegnatori nipponici.
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