Un piccolo Blog dedicato al paese del Sol Levante ed alle altre nostre passioni
Questo manga tratta un tema molto affascinante e spesso già visto in altre opere di Mangaka: il mito dei Ninja.
La storia parte da un antefatto: Il villaggio della Foglia è attaccato da Kyubi (nove code), un leggendario demone a forma di volpe con appunto nove code, che compare all’improvviso e comincia a devastare tutto ciò che si trova sul suo cammino. Solo un uomo può contrastare il suo potere…si tratta di Minato, il ninjia più potente di tutti ed anche capo del villaggio, che riesce a sconfiggere la volpe ma a costo della sua vita. Anni dopo la storia comincia narrando le avventure del giovane orfano Naruto Uzumaki che vuole diventare a tutti i costi Hokage (capo della foglia) cioè il capo del villaggio ,anche se il povero ragazzo è decisamente una frana nello studio, ed è emarginato da tutti, perchè all’interno del suo corpo è sigillato proprio lo spirito di Kyubi.
Il primo post dedicato alla tv giapponese, è per il primo dorama che abbiamo visto. Ormai sono passati circa tre anni da quando questo telefilm è uscito sulla tv giapponese, ma la sua storia è sempre attuale. Chi non hai mai avuto un amore impossibile? La storia dello sfigato di turno e la ragazza tanto bella, quanto impossibile è un argomento visto tante volte sul grande e piccolo schermo, questa è la rivisitazione in chiave giapponese; quello che rende originale questa storia è che il dorama è tratto da una storia vera.
Protagonista della storia è Tsuyoshi Yamada, un giovane “otaku”, le cui uniche passioni sono Akihabara, anime e videogame. Otaku significa letteralmente “persona che sta in casa”, è un termine utilizzato per indicare negativamente un soggetto ossessivamente interessato a qualcosa, mentre in occidente solitamente s’impiega per indicare un appassionato di anime o manga, da notare pero che nella cultura giapponese il termine non è privo di criticismo. nella descrizione del dorama sulla bibbia del genere (http://jdorama.com/drama.933.htm), c’è una frase che descrive al meglio la sua situazione: la sua età è pari al numero di anni, in cui egli non ha avuto una ragazza. Che cosa fare allora se incontra la donna della sua vita?
Shibuya è il quartiere giovane di Tokyo, se si ha meno di 30 anni, e non si impazzisce per manga o novità elettroniche, questo è il posto giusto. Ricco di grandi magazzini e sale di pachinko, è l’ideale per passare il tempo vagando senza meta; per i giapponesi, invece, è il preferito per gli appuntamenti, non a caso è anche pieno di Love Hotels… Quello che colpisce arrivandoci con la Yamanote Line è la miriade di persone che si incrociano sia nella stazione che all’esterno (infatti è una di quelle più “trafficate”) ed il famosissimo incrocio con le strisce pedonali in diagonale, visibile in molti film (potete vederlo qui, http://www.koen-dori.com/web/camera/camera2.html)
Sicuramente quando ritorneremo a Shibuya, andremo a prendere qualcosa allo Starbucks Coffee, che ha una bellissima vista panoramica sull’incrocio, nel nostro precedente viaggio eravamo un pò scettici riguardo al caffè ma ora è tutto più chiaro; vale la pena rischiare un’intossicazione alimentare o ustioni di terzo grado all’apparato digerente pur di poter osservare da una postazione privilegiata il “pedestrian scramble”, un sistema di gestione del traffico pedonale agli incroci (usato in maniera non ufficiale in Italia, specialmente al sud), che prevede di fermare tutto il traffico automobilistico e permettere l’attraversamento dei pedoni da tutte le direzioni, anche noto in Giappone con il nome di “scramble crossing”.
Penso inoltre che sfideremo quattro giapponesi per una partita su quel campo di calcetto visibile, nella parte bassa della foto dal satellite, sul grattacielo; la tentazione di una sfida calcistica Italia vs Giappone è troppo forte, sopratutto per lo scenario.
35°39′33.37″N 139°42′3.45″E
Questo è un articolo introduttivo alla televisione giapponese, che come abbiamo potuto constatare non è fatta solo di anime e partite di baseball (che sinceramente ci hanno rotto un po le balle…e non parlo degli anime ma del baseball a tutte le ore del giorno e della notte
). Stiamo parlando dei dorama, cioè tutti i telefilm ed i film che sono prodotti nell’Estremo Oriente, ma ormai famosi anche all’estero. I temi trattati sono vari, come del resto fanno le produzioni americane ed europee; si è solito, quindi, classificare i dorama a seconda del paese da cui provengono, particolarmente interessanti sono gli J-Dorama, cioè la produzione proveniente dal Giappone. Un filone particolarmente florido dei dorama è quello dei Live-Action, cioè serie tv o film tratti da famosi manga/anime.
Verranno in seguito presentati alcuni J-Dorama che abbiamo potuto avere il piacere di vedere, particolarmente affascinanti per noi sono quelli ambientati a Tokyo, per il semplice fatto che è possibile rivedere alcuni luoghi nei quali abbiamo lasciato il cuore.
Per rimanere sempre aggiornato sulle produzioni asiatiche consigliamo alcuni siti/forum davvero ben fatti, a cui vanno i nostri complimenti, per lo splendido lavoro che questi ragazzi riescono a fare:
http://www.mangadreamworld.it/
Questi sono alcuni, ma in seguito provvederemo a linkare i siti da dove “reperire” i Dorama e soprattutto, per chi non è pratico di giapponese parlato, i sottotitoli in italiano per gli stessi.
Sebbene non ci sia una data di nascita precisa, si possono tracciare le radici della yakuza nel 1612, quando individui chiamati kabuki-mono (letteralmente, “i pazzi”) cominciarono a “farsi notare” dai funzionari giapponesi. Non si vede come avrebbero potuto passare inosservati, coi loro vestiti e acconciature fuori dal normale, il loro atteggiamento di tracotanza, e il fatto che portassero la katana lunga (solo i samurai erano ufficialmente autorizzati). Terrorizzavano la gente per il semplice divertimento, arrivando anche all’omicidio, sempre per futili motivi. Si aggregavano in bande e parlavano in un loro specialissmo slang. Già allora, una caratteristica importante era l’assoluta fedeltà ai componenti del proprio gruppo.
I kabuki-mono erano in realtà ex servitori dello shogun (erano infatti chiamati anche hatamoto-yakko). Durante lo shogunato dei Tokugawa le guerre inter-clan finalmente cessarono, e 500.000 samurai persero il loro impiego, in poche parole! Divennero in questo modo dei ronin: molti di loro si riciclarono come delinquenti, abbandonandosi a saccheggi in tutto il Giappone.
Per difendersi da queste bande, i villaggi organizzavano gruppi di vigilantes, i machi-yokko (”servitori della città”) che spesso e volentieri riuscivano a battere sul campo i ronin. Questi gruppi di autodifesa erano costituiti da impiegati, negozianti, locandieri e anche altri ronin. Ognuno di essi era un esperto giocatore d’azzardo e questa comune carateristica li aiutò a formare strette relazioni personali, un po’ come l’odierna yakuza. Proprio questa gente, da protettori di villaggi, si sono trasformati col tempo come gli oppressori! Abbastanza divertente, se non fosse per quelli che dovevano subire il pizzo ed altre amenità.
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