Un piccolo Blog dedicato al paese del Sol Levante ed alle altre nostre passioni
Trigun e’ ambientato su un pianeta illuminato da tre soli dove la maggior parte dei territori e’ ricoperta da deserti. Il protagonista e’ Vash The Stampede (The stampede e’ un termine americano che rappresenta la carica di una mandria di buoi), cioe’ un ricercato per 60 miliardi di doppi dollari a causa degli enormi disastri da lui provocati. Nonostante sia un criminale pero’ Vash e’ un tipo buono simpatico ed altruista e adopera la sua micidiale pistola solo se e’ necessario ed e’ talmente preciso che quando colpisce un avversario lo mette ko senza ucciderlo. Durante il suo cammino e’ accompagnato da due assicuratrici della compagnia Bernardelli che hanno il compito di sorvegliarlo per evitare che combini altri guai e che la loro compagnia debba risarcire i danni provocati dal leggendario pistolero.
A causa delle vacanze estive, il blog, per le prossime tre settimane, non sarà aggiornato così frequentemente come ormai vi avevamo abituati, spero comunque continuerete a seguirci, non mancheremo di soddisfare tutte le vostre curiosità sul Giappone (A questo punto scappa qualche lacrimuccia ripensando al Sol Levante; dove, praticamente ovunque, regalavano connessioni internet ad alta velocità).
Nei giorni scorsi, avevo un tarlo nella testa, volevo a tutti i costi, una @mail giapponese, desideravo ardentemente il dominio “.jp“, ma non trovavo da nessuna parte una guida per crearmene una, non che la cosa fosse difficile, ma per me che non conosco la lingua, non sapevo neanche cosa cercare.
Cosi, navigando su internet, la mia attenzione si è concentrata su due link. Il primo link è il più promettente, permette non solo di avere il dominio di primo livello giapponese, ma fissato il dominio di secondo livello “.co” (quello assegnato sia ad aziende giapponesi e non che hanno una ufficiale registrazione aziendale nel paese del sol levante ed assegnato dal registro nazionale giapponese dei domini), dava un’ampia possibilità di scelta tra ben novantacinque domini differenti di terzo livello (del tipo tuonick@moon.co.jp); purtroppo non è funzionante, causa problemi del server e non ne conosco il motivo, anzi se qualcuno fosse a conoscenza di ulteriori informazioni non esiti a contattarci.
Il secondo link è invece funzionante.
Passeggiando per le strade del Giappone non si può fare a meno di notare una curiosa particolarità di questa affascinante nazione: I distributori automatici. Certo i distributori automatici sono entrati da molto tempo nella nostra vita, in Italia cosi come nel resto del mondo, e nessuno si sorprenderebbe di ascoltare che anche in Giappone è cosi.
Tuttavia ciò che rende il Giappone particolare ed unico è la presenza di queste macchine in forma estremamente capillare sul territorio, grazie soprattutto alla bassa micro-criminalità e tasso di vandalismo nelle strade, che rendono meno problematica la permanenza delle macchine all’aperto. Basti pensare che attualmente, in base a quanto affermato dalla JMVA1 sono presenti circa 5.52 milioni di distributori automatici sul territorio, il che determina il più alto rapporto distributore/popolazione, ovvero mediamente una macchina ogni 23 abitanti ed il più alto tasso di penetrazione sul territorio, calcolato rispetto all’estensione della superficie nipponica. In Giappone essi sono conosciuti come jidō-hanbaiki, dall’unione dei termini jidō (automatico), hanbai (vendita) e ki (macchina) o nella forma contratta jihanki. I jihanki sono una vera e propria fonte di guadagno per il commercio giapponese, si consideri infatti che l’ammontare derivante dalla vendita automatica è di quasi 6.95 trilioni di yen, ovvero 40 milioni di miliardi di euro 41 miliardi di euro (poco no?
). Sebbene alcuni ritengono che il primo distributore in Giappone fosse stato installato nel 1888 e vendesse sigarette, il primo distributore automatico ufficialmente installato risale al 1904, esso era fatto di legno e vendeva francobolli e cartoline.
L’ Okonomiyaki è un tipico piatto giapponese e puo’ essere considerato l’equivalente nipponico della nostra pizza. Esso e’ costituito da una base che unisce foglie di cavolo ad un impasto formato da acqua, farina e uova. Il tutto viene cotto e fornisce la base alla quale verranno aggiunti altri ingredienti, solitamente carne e vegetali. In giapponese Okonomiyaki significa letteralmente “cucina quello che vuoi’ e cio’ fa capire che la ricetta puo essere molto variabile e molto dipende dal luogo nel quale questo gustosissimo piatto viene cucinato. Esistono pero’ due principali filoni per la preparazione dell’ Okonomiyaki: Hiroshima Yaki e Kansai Yaki. Il primo tipo come suggerisce la parola stessa e una ricetta tipica della citta’ di Hiroshima e prevede soltanto la preparazione della base con l’impasto di farina, acqua e latte che poi viene posta sulla piastra; successivamente verranno aggiungi gli altri ingredienti e con le palette verra girata periodicamente fino ad ottenere il tipico effetto sandwich. La variante Kansai Yaki invece, originaria di Osaka ma ormai molto diffusa anche nella citta’ di Tokyo prevede invece di mischiare prima tutti gli ingredienti e poi di versarli sulla piastra, cioe rende la sua preparazione molto piu semplice della prima variante e molto piu adatta ad un utilizzo casalingo.
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