Recente è la notizia secondo cui una buona parte dei 34 giovani apprendisti stranieri morti in Giappone nell’anno fiscale 2008 (ovvero da marzo 2008 a marzo di quest’anno) sarebbero deceduti a causa del super-lavoro, il che rappresenta un deciso incremento rispetto all’anno precedente, in cui si erano registrate solo 13 morti “sospette”, stando alle fonti di una agenzia collegata al governo giapponese che monitora questo triste fenomeno.

Infatti per 16 individui la causa del decesso è stata una malattia al cuore o al cervello e proprio su queste morti coloro che ritengono che questo sospetto sia fondato vogliono accertare che la causa sia stata effettivamente il super-lavoro. Il fenomeno non è tanto banale, in quanto a fine 2007 si contavano circa 177.000 apprendisti stranieri coinvolti nel programma di industrial training e technical internship del governo giapponese.

Shoichi Ibusuki, uno dei legali difensori delle vittime, ha affermato che molti degli apprendisti stranieri sono stati forzati a lavorare per molte ore e con paghe estremamente basse, il che ha determinato questa tipologia di morte. Ibusuki ha inoltre scritto una lettera al ministero della Salute, Welfare e Lavoro nipponico per  chiedere di investigare su questo increscioso fenomeno. Il ministero ha prontamente risposto che al momento non è noto il perchè di questa causa di decesso, ma si è pubblicamente impegnato a fare chiarezza su questa vicenda, promettendo di analizzare ore lavorative e condizioni di vita delle persone scomparse prematuramente.

Fonte: Japan Today