Direttamente da Nipponica 2009 vi proponiamo uno straordinario evento a cui tutti gli italiani potranno avere modo di assistere:

Ekkyo: oltre i confini
One Earth Tour – Europe 2009
date del tour italiano:
15 Maggio, Firenze – Teatro Verdi
19 Maggio, Reggio Emilia – Teatro Romolo Valli
23/25/26/27 Maggio, Roma – Auditorium Parco della Musica
29/30 Maggio, Milano – Teatro degli Arcimboldi

La locandina dell'evento

I Kodò tornano in Italia a maggio con un nuovo e inedito spettacolo. Il loro One Earth Tour – Europe 2009 toccherà diverse città proponendo per la prima volta fuori dal Giappone la sorprendente performance Ekkyo: oltre i confini.

La ritualità del gesto trasforma il movimento in suono, la vibrazione sonora detta il ritmo di una energia incontenibile che è il battito del cuore e il respiro della terra.
Kodò riafferma per l’ennesima volta il suo ruolo di protagonista tra le compagnie giapponesi di arti performative tradizionali più acclamate al mondo.
Due ore di percussioni, danza, voce per celebrare e esplorare i confini tra tradizione e contemporaneità, tra femminile e maschile, tra divino e umano.

La coreografia del nuovo spettacolo è ispirata al libro di storia più antico del Giappone: il danzatore dei Kodò, Chieko Kojima, amplia il repertorio creativo del gruppo affiancando le novità alle composizioni originali, dal forte carattere regionale e dai ritmi che risuonano nel profondo dell’animo, riportando tali escursioni nel campo della tradizione.

Ekkyo: oltre i confini include la danza del cervo (Shishi-odori) della regione di Iwate. In questa coreografia i performer danzano, cantano e suonano le percussioni abbigliati con elaborati costumi e maschere. Altri pezzi, come il mai presentato all’estero Kagura, e Nishimonai hanno un carattere innovativo frutto di anni di perfezionamento.

un progetto di Change Performing Arts
con CRT Artificio, Milano
in collaborazione con Nipponica

Per le date di Firenze, Milano e Reggio Emilia biglietti a prezzo convenzionato per gli iscritti alla mailing list di Nipponica. Tutte le informazioni su www.nipponica.it

Di seguito trovate un approfondimento sulla storia dei kodò per coloro che ne fossero interessati:

Eccovi una splendida immagine dei kodò!

Kodò
La formazione nasce nel lontano 1971, sull’isola di Sado, per iniziativa di un gruppo di giovani desiderosi di studiare e promuovere con rigore la musica tradizionale giapponese. Il taiko, ovvero il tamburo giapponese, è lo strumento eletto fin da subito a fulcro centrale del gruppo. Percussione di diversi formati e dimensioni il taiko ha raccolto e raccoglie in sé il destino dei fondatori condividendo con ogni singolo componente il ruolo di protagonista del palcoscenico.
Percuotere le pelli tese dei tamburi non si limitava a produrre un suono o un ritmo, ma si traduceva in una attività corporea energica e concentrata, una danza faticosa e cadenzata finalizzata al contatto fisico con lo strumento e capace di un ventaglio di sfumature sorprendenti, un insieme di vibrazioni dense e profonde fino alle radici del suono.
A dieci anni dalla prima formazione, ospiti del Festival di Berlino, il gruppo si diede il nome di Kodò il cui doppio significato riassume il carattere e l’obiettivo ultimo dell’ensemble.
In giapponese la parola Kodò può indicare in primo luogo il battito del cuore, la fonte primaria di ogni ritmo. Si dice che il suono del grande taiko assomigli al battito del cuore che si può ascoltare nel grembo materno, il ritmo profondo e tonante che sa cullare ogni bambino.
Letta in altra maniera la parola Kodò può significare anche giovane percussionista, un riflesso del desiderio del gruppo di suonare i propri strumenti con la semplicità del cuore di un bambino.
Dagli anni Ottanta il gruppo Kodò è ambasciatore nel mondo di quella cultura cui ha dedicato la propria storia: ogni appuntamento è un evento unico e sensazionale. I Kodò mirano ad andare oltre la conservazione di un patrimonio antico, verso la creazione di una nuova tradizione vivente ispirata al passato ma le cui energie intellettuali e fisiche parlino già di futuro.
Oggi Kodō, dopo oltre 3000 performance nei cinque continenti, vanta collaborazioni con musicisti di diversa estrazione su scala internazionale: da compositori contemporanei a jazzisti, da orchestre sinfoniche a interpreti della world music. I suoi prodotti musicali e video sono pubblicati da Sony.
“Rituali tradizionali ripensati per essere allestiti a teatro e concetti contemporanei per strumenti antichi, sono presenti nella performance di Kodō, che include composizioni moderne e antiche. Con posture spigolose e tese, con movimenti stilizzati e congelati e in un gioco teatrale fatto di sgambettamenti e scivolamenti che ricordano il mondo animale, Kodòricorda al suo pubblico che la sua musica è soprattutto fatta di carne e sangue, legno e pelle tesa. Kodòpuò scatenare il putiferio e al contempo dimostrare strordinaria finezza.”
- The New York Times / USA
“Tenendo in equilibrio un’aggressione mortale e una tranquillità assoluta, il loro suono spazia tra la più leggera delle pioggie al rombo del tuono, dall’amabile risata alla paura dissonante, e dal silenzio – solo per una volta – ad un muro di suono, alto, spaventoso e inespugnabile come una montagna. I musicisti, i registi teatrali e tutti coloro che credono che il puro potere del suono possa alimentare le emozioni, dovrebbero prendere nota.”
- The Guardian / UK
“Lo spettatore è schiacciato dalla loro potenza e poi improvvisamente, silenzio. Completo silenzio come se la vita si fosse fermata per un istante, nessun applauso, nemmeno un respiro. Non ho mai visto uno show dove il pubblico fosse così vicino al soffocamento. Da non perdere, il suono dei loro tamburi resterà per sempre scolpito nella vostra memoria. ”
- Le Quotidien de Paris / Francia
“Il grande merito di Kodòè quello di aver creato un genere, una tradizione che prima non esisteva.”
- Il Sole 24 Ore / Italia
“Se esiste una cosa simile alla perfezione nella musica, Kodò le si avvicina come nessun altro gruppo al mondo. “
- Boston Globe / USA
“Sorprendentemente vario, meravigliosamente teatrale, affascinante dall’inizio alla fine, con momenti di vivida esaltazione fisica, questo spettacolo presentato da un piccolo gruppo di danzatori e percussionisti, trasformando le arti performative in un’esperienza teatrale moderna, è un esempio di ciò che può essere fatto con l’arte popolare”.
- The Sunday Telegraph / UK