Si dice spesso che il Giappone sia la patria delle curiosità più sfrenate, delle cose più assurde e delle più grandi stranezze, ebbene oggi vi dimostrerò che questo….è proprio vero!

Forse a molti di voi sarà capitato di leggere la notizia, riportata da più fonti di informazione, riguardante una pianta che blogga sul web. Procediamo con ordine, eccovi intanto la notizia, qualora ve la foste persa:

”Midori-san”, una pianta in vaso alta 40 centimetri in un caffé a Kamakura, vicino a Tokyo, blogga ogni giorno grazie a un sensore che misura gli impulsi elettrici e ad un algoritmo che li traduce in giapponese. La pianta, una hoya kerrii, è chiamata comunemente “pianta a cuore” per la forma delle sue foglie.

Eccovi Midori-san in tutto il suo splendore!

”Inizialmente eravamo interessati a quello che le piante sentono e a cosa reagiscono”, ha spiegato Satoshi Kuribayashi, un ricercatore coinvolto nel progetto dell’Università di Keio. L’intensità degli impulsi elettrici sulla superficie delle foglie di Midori-san, che reagisce alla luce e al tocco umano, viene misurata da un sensore attaccato alla pianta, e questi dati vengono inviati a un computer collocato nel caffé.

Ma come funziona tutto ciò? Innanzitutto partiamo da un disegno che cerca di essere esplicativo per il sistema riportato:

Schema di funzionamento del sistema a cui è collegata Midori

Midori ( il cui nome in giapponese significa verde) è collegata ad un sistema di sensori che ne descrivono il suo stato interno. I sensori principali misurano  la debole corrente bioelettrica che scorre sulla superficie delle sue foglie. Questa corrente muta le sue caratteristiche e la sua entità in virtù dell’interazione della pianta con l’ambiente circostante, ovvero in funzione di cambi di temperatura, di umidità, vibrazioni, onde elettro-magnetiche e attività umana nelle immediate vicinanze. Le variazioni del mondo circostante a Midori sono anch’esse misurate attraverso il citato sistema di sensori, sia con scopo informativo sia come controllo per le reazioni di Midori. Le variazioni dello stato di Midori e dell’ambiente nel corso della giornata sono poi utilizzate da un algoritmo particolare che traduce queste informazioni in un post strutturato giornaliero che viene inviato e pubblicato da un blog-server. L’indirizzo del blog di Midori (che solo per alcune parti è in lingua inglese, per il resto unicamente giapponese :cry: ) è:

Il blog di Midori....

http://plant.bowls-cafe.jp/index.php

Il post è poi completato con un gioco di parole sul mondo delle piante (Ad esempio in un post potrete leggere che Midori descrive una continuata esposizione alla luce come una giornata di “abbronzatura” :-D ) e una foto giornaliera scattata attraverso una web-cam che punta su Midori. Sul sito è anche consultabile (in alto a destra) il diagramma che riporta l’entità del potenziale di superficie (ovvero la misura della corrente della superficie delle foglie di cui abbiamo accennato) delle foglie della pianta istante per istante.

L’interazione umana con Midori può avvenire in due modi:

  • La prima consiste nell’accarezzare di persona la pianta nel bowls Donburi cafè di Kamakura (casomai vi troviate nei dintorni, magari dopo una bella gita al daibutsu) e osservare attraverso il post quanto “feeling” c’è tra di voi e lei.
  • La seconda consiste nell’attivare, attraverso una widget (utilizzabile anche nel cafè attraverso un chumby, ovvero un dispositivo su cui sono installabili widget e collegabile in rete), una lampada fluorescente che stimola la fotosintesi di Midori e che a giudicare dai post finora scritti, sembra gradire molto. Vi riportiamo di seguito la widget che permette di attivare la lampada:

Basta cliccare sul pulsante “Dai luce a Midori-san” (緑さんに光をあげる) in basso alla widget, inserire il vostro nome o nickname e premere OK. Una volta che la lampada si è attivata vi sarà mostrata una visualizzazione in tempo reale di Midori sotto la luce.

Risulta evidente come questo esperimento possa significare uno spunto per una maggiore attenzione e sensibilità dell’uomo nei confronti dell’ambiente, attraverso il conferimento di una forma di coscienza e capacità cognitiva alle piante. L’esperimento è si in una fase molto primitiva, ma l’interesse suscitato fa pensare che il sistema presentato possa evolversi conferendo a Midori capacità più complesse di esposizione della sua condizione.

Una piccola nota invece riguarda la considerazione di come un esperimento del genere in termini di mezzi e strumenti non sia molto costoso, ma che alla base del successo e della notorietà raggiunto dallo stesso ci sia principalmente una idea innovativa e di notevole interesse. Questo fatto fa necessariamente riflettere sull’odierna situazione della ricerca italiana, che di certo non viene adeguatamente finanziata, ma di cui forse spesso si tendono a mitizzare aspetti e persone, persone che frequentemente non hanno le capacità adeguate per sfruttare i seppur pochi mezzi a disposizione.