Quante volte in uno dei vostri anime o manga preferiti avete visto i vostri eroi mangiare quella polpetta bianca e nera e vi siete domandati di cosa si trattasse? Questo articolo vi darà la risposta definitiva ( :mrgreen: almeno si spera…) a questa vostra curiosità sulla cucina giapponese!

Un simpatico disegno di un onigiri!

Partiamo dall’inizio, ciò di cui parliamo non è altro che il mitico Onigiri (御握り), conosciuto anche come Omusubi (御結び) in patria, termine che però viene poco utilizzato, soprattutto tra di noi occidentali. Esso è sostanzialmente una polpetta di riso di forma triangolare o ovale e che viene di solito avvolta nell’alga commestibile nori (per continuare l’analogia con i vostri ricordi fanciulleschi quella striscia nera che vedevate nei cartoni sulla polpetta interamente bianca…) affinchè assuma una maggiore consistenza. Tradizionalmente il riso con cui sono fatti gli onigiri è insaporito con un cuore di salmone oppure con umeboshi (tradizionali prugne secche di coltivazione e produzione giapponese), sesamo o altri ingredienti salati o marinati, che hanno anche la proprietà di preserverare la conservazione del riso.

Una carrellata di onigiri tradizionali

Nella patria del Sol Levante esso è considerato a tutti gli effetti un vero e proprio snack ed è assolutamente normale nei super-market e negli hanbaiki (i distributori automatici) trovarne di già confezionati (chiaramente preparati per via industriale attraverso macchine apposite, le quali fecero la loro comparsa nei primi anni ‘80 e che destarono non poco scetticismo tra coloro che si ritengono appassionati di questa  succulenta pietanza) in tutte le varianti possibili e immaginabili. Tuttavia esso è anche considerato un vero e proprio pasto ed è quindi servito anche nei ristoranti, chiaramente però con una rigorosa preparazione a mano (noi abbiamo avuto l’onore di assistere “all’impacchettamento” dei nostri onigiri nel mitico ristorante Masuya, del quale avremo modo di farvi un accurato resoconto in uno dei prossimi articoli; infatti tipicamente il “cuoco” è posizionato in una cucina aperta visibile dai clienti dietro ad un bancone sul quale sono servite le pietanze al momento preparate). A prima vista potrebbe risultare difficile capire la differenza tra la preparazione di una porzione di sushi e di un Onigiri con eventuale cuore di salmone: essa risiede sostanzialmente nella preparazione del riso, infatti nel riso del sushi si aggiunge l’aceto, mentre gli onigiri sono “sempre” preparati con del riso semplice che occasionalmente può essere leggermente speziato o salato. Vi appongo un paio di foto dei vostri blogger preferiti (per modo di dire….) mentre degustano due tipi diversi di Onigiri. Il primo è sostanzialmente un onigiri tradizionale:

Hiei e Gen si pappano due bei onigiri tradizionali da Masuya!

Il secondo invece è uno speciale onigiri senza nori ma con una particolare salsa speziata per dare consistenza all’impasto che poi viene cotto sulla brace….

Geomerlin e Junior invece pappano l'onigiri alla brace...

Riguardo l’origine degli onigiri vi sono versioni contrastanti e opinioni controverse circa la data della sua invenzione. Alcuni ne datano la nascita all’undicesimo secolo, durante il quale veniva chiamato tojiki e veniva consumato come pasto nelle gite fuori porta. Altri scritti datati diciasettesimo secolo invece raccontano come durante i periodi di guerra i samurai lo utilizzassero come pasto veloce, avvolto e conservato in foglie di bambù. In realtà l’ipotesi più veritiera è che potesse essere nato ancora prima, ovvero precedentemente all’epoca Nara, in cui avvenne la diffusione dell’utilizzo delle bacchette.

Piccola nota di colore: Nell’anime/manga  One Piece lo spadaccino Rolonoa Zoro esegue più volte una mossa con le spade chiamata Oni – Giri e che viene puntualmente confusa dagli avversari con le suddette polpette, in quanto Oni – Giri può essere anche tradotto come “Taglio dell’orco”.