“Cari lettori, eccovi il programma di un importante convegno riguardante il paese del Sol Levante a cui vi consigliamo di partecipare qualora vi trovaste a Bologna o dintorni intorno alla metà di Novembre!”

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Convegno internazionale

Bologna, 17 e 18 novembre 2008


promosso da Tokyo University of Foreign Studies, dalla associazione Nipponica
(Recapiti: web www.nipponica.it e tel. 051 381694) e in collaborazione con Università di Bologna col patrocinio di Ambasciata e Consolato del Giappone e Ministero degli Affari Esteri italiano.

Una straordinaria occasione per lanciare uno sguardo ampio e interdisciplinare su due universi culturali da sempre profondamente interessati l’uno dell’altro.
Cinema, letteratura, teatro, danza ed arte nelle loro molteplici forme espressive saranno protagoniste degli interventi del convegno: studiosi giapponesi che hanno dedicato la loro ricerca alla cultura italiana e occidentale e studiosi italiani che l’hanno dedicata alla cultura giapponese e dell’Asia orientale condivideranno esperienze e percorsi per approfondire ulteriormente la reciproca conoscenza.
Attraverso le arti di entrambi i Paesi, custodi e testimoni delle rispettive peculiarità del pensiero e visioni del mondo, si chiariranno le possibili vie del dialogo interculturale e delle feconde influenze che ne possono derivare.
Il Console Generale del Giappone Azuma Hiroshi e il prorettore per le relazioni internazionali dell’ateneo bolognese Roberto Grandi apriranno, con un loro saluto, i lavori del convegno che raccoglie nomi rilevanti della ricerca sia italiana che giapponese proponendo, al contempo, un gruppo di giovani e promettenti studiosi, dottorandi o neo dottori di ricerca.

La prima giornata (17 novembre) di lavori prevede sei interventi: a Remo Ceserani, a lungo docente di Letteratura comparata all’Università di Bologna, sarà affidata una prolusione per tracciare il filo rosso che attraverserà tutto il convegno, una riflessione comparativa sulle diversità culturali. Wada Tadahiko, Giacomo Manzoli e Maurizio Buquicchio affronteranno i nodi tematici attraverso uno sguardo al cinema: il magistero del cineasta Yoshida Kijū, la costruzione dell’immagine del Giappone attraverso i documenti filmati dell’Istituto LUCE, il conflitto generazionale trasposto nel remake del pasoliniano Teorema realizzato dal regista  Takashi Miike. Alla fortuna giapponese di Pasolini sarà invece dedicato l’intervento di Doi Hideyuki. Un primo sguardo all’arte giapponese e alla fascinazione che questa produsse sull’Europa del XIX secolo, il giapponismo, lo proporrà Manuela Moscatiello.

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La seconda giornata (18 novembre) propone tredici interventi suddivisi in due sessioni: letteratura e poesia i campi di interesse privilegiati della sessione mattutina. Di Tanizaki Jun’Ichiro, della sua vicenda editoriale e ricezione critica italiana, parlerà Adriana Boscaro mentre, Giorgio Amitrano, proporrà un confronto sulla incerta età adolescenziale raccontata in Shōnen di Tanizaki e in Il gioco segreto di Elsa Morante. Altri due grandi della letteratura giapponese del XX secolo, Kenzaburo Ōe e Nagai Kafū saranno al centro degli interventi di Shi Jishu e Gala Maria Follaco. La vocazione al gioco e alla poetica del ridere di Aldo Palazzeschi, venendo alla poesia italiana del ‘900, saranno tratteggiate da Ishida Satoko. Murao Seiichi affronterà la poesia giapponese, waka, del passaggio tra il periodo Kamakura e Muromachi, ossia tra XIV e XV secolo, attraverso le figure di Kenkō e Shōtetsu. La visione della natura nella poesia giapponese, profilata da Sagiyama Ikuko, completa la sessione.
Le arti performative, tra tradizione e contemporaneità, circoscrivono i temi della sessione pomeridiana. Commedia dell’arte e kyōgen, la farsa comica associata al più nobile e austero teatro nō, condividono lo stesso periodo di nascita e, anche, alcuni elementi stilistici. Di questi e di aspetti invece dissimili parlerà Takada Kazufumi. Matteo Casari traccerà il percorso dell’eredità di Zeami Motokiyo, teorico e fondatore del nō, così importante per le scene giapponesi e anche occidentali. Giovanni Azzaroni, invece, proporrà un intervento dedicato al kabuki e alla sua reinvenzione contemporanea, il super kabuki. Spostando lo sguardo verso Occidente Yokota Sayaka guarderà alla danza futurista di Giannina Censi e Fukushima Nobuhiro alla poetica della Bossa Nova. Completa la sessione Giovanni Peternolli con un approfondimento all’opera di un grande artista ukiyo-e, Utagawa Kunisada, che attraverso la sua forza creativa e l’originalità compositiva ha fissato in numerose stampe l’iperbolica dinamicità degli attori kabuki.