Un piccolo Blog dedicato al paese del Sol Levante ed alle altre nostre passioni
Non ne capisco il motivo, ma quando tornato a casa ho parlato degli onsen giapponesi, tutti hanno tirato fuori il pudore che neanche sapevano di avere. Gli onsen sono delle stazioni termali, indicati sulle mappe da un simbolo molto particolare ♨, generalmente posizionati in campagna. Essi sono molto frequentati in Giappone e presenti un po’ ovunque, data la particolare situazione geotermica del paese, un rito irrinunciabile per rilassarsi con la famiglia, la fidanzata, gli amici… volendo anche da soli, com’è capitato a me. I giapponesi considerano importante la “comunione in nudità”, per abbattere le barriere e conoscere altre persone, cosa difficile da capire per noi occidentali, ma è solo un preconcetto, una volta averli provati non si può che rimanere colpiti dall’atmosfera rilassante. Volevo andarci sin da quando siamo atterrati a Narita, ma le cose da fare erano tante e l’esperienza è sempre stata rimandata. Arrivati a Kyoto, ormai stanchi per i numerosi giorni senza riposo decidemmo che aveva bisogno di un po’ di riposo, quale meta migliore se non delle rilassanti terme? Al tourist information nella stazione di Kyoto, chiedemmo informazioni sugli onsen in zona, e ci furono date più scelte, non sapendo quale scegliere chiedemmo ulteriori indicazioni ad una delle ragazza dell’ufficio prenotazione dei biglietti shinkansen (riserved seat ticket office); ci disse che lei era stata in un paesino non vicino a Kyoto ma dove erano situai i migliori onsen della regione del Kansai: Kinosaki.
Raggiungere questa cittadina non sembrava troppo facile, a differenza delle altre nostre destinazioni, non esisteva un treno diretto, dovevamo fare uno scalo, e la differenza tra l’orario di arrivo nella stazione e quello di partenza era di solo un minuto, impossibile dicemmo noi; ci fu poi spiegato che i treni erano sistemati sulla stessa banchina, su binari collegati, dovemmo fare solo pochi passi: adoro le ferrovie giapponesi. Dopo circa tre ore di viaggio, arrivammo a Kinosaki, una città che già dalla stazione si prospettava come un piccolo centro di campagna, non ha deluso. Benché fosse piccolissimo, aveva il suo tourist information che ci diede la brochure in figura, nella quale erano presentati gli onsen del posto.
Non perché era attiguo alla stazione ma poiché era il più nuovo e grande onsen del paese, decidemmo di entrare nel Satono-yu. Qui per la prima volta capimmo di essere in Giappone, non ci fu modo di spiegare al titolare dell’onsen di voler entrare per usufruire dei bagni, delle saune e delle Jacuzzi. Un po’ delusi decidemmo di cambiare, e dopo aver girovagato per il paese, arrivammo allo Jizou-yu.
Appena entrati, credemmo di ripetere l’esperienza dell’onsen precedente invece il proprietario fu gentilissimo, mi ha accompagnato personalmente in tutte le fasi della preparazione. Mi disse dove posare le scarpe, in quale stanza entrare, dove sistemarmi e lasciare le mie cose, come prepararmi per poi fare il bagno, e soprattutto mi vendette un mini asciugamano delizioso, per quanto lo bagnassi, bastava strizzarlo ed era di nuovo asciutto. Nel lato dedicato agli uomini ero, almeno per un primo momento, completamente solo, non ho resistito a fare mille foto. Lasciato solo nella stanzetta antecedente il bagno, per la prima volta ero a piedi nudi su un tatami, mi sono spogliato ed ho lasciato la mia roba in degli armadietti di legno con delle chiavi che avevano dei laccetti per essere attaccate al polso, poi mi sono spostato nella stanza principale. Sembrava di essere in un cartone animato, tipo Ranma ½, al centro della sala vi era una vasca con acqua termale a una temperatura di circa quaranta gradi, attorno vi erano delle postazioni con shampoo, bagnoschiuma e piccole docce dove le persone, stando accovacciate, dovevano provvedere a una pulizia profonda; su di un lato della sala, vi era una doccia nello stile classico occidente, ma quello che colpiva era la portata d’acqua, mi sembrava di essere Sirio sotto la cascata dei cinque picchi. Dopo essermi lavato accuratamente e asciugato, m’immergo nella vasca, al primo impatto mi sembrava di essere un pezzo di carne che era immerso in un brodo bollente, ma passata questa prima fase, l’esperienza è fantastica, la vasca non era piccola, e si riusciva anche a nuotare; non credo si potesse fare ma ero solo, e mi sono concesso questa piccola liberta. Non sapendo dove lasciare l’asciugamano, lo appoggiavo sopra la testa, era un sogno. Quando la temperatura diventava insostenibile, uscivo per raffreddare il corpo e m’immergevo nuovamente, non ricordo quante volte ho fatto quest’operazione, ma sono stato più di un’ora nell’onsen. Nel frattempo sono arrivate un paio di persone, un uomo venuto per lavarsi e radere e un ragazzo per fare un piccolo bagno, entrambi sono rimasti circa quindici minuti, il che mi faceva sorgere il dubbio che forse non tutti restano come me ore nella vasca, ma era troppo bello, non volevo uscire. Fatta ora di pranzo, dopo avere ringraziato migliaia di volte il titolare e suo figlio per l’ospitalità, e aver fatto i complimenti per la struttura, uscii in cerca dei colleghi di viaggio, troppo puritani per entrare. Una volta trovati, continuammo il giro per Kinosaki, non è sicuramente la città adatta per una visita turistica, in concreto nulla da vedere, quasi assenti i negozi per lo shopping, ma l’ideale per una giornata rilassante. Dopo aver mangiato un originale gelato italiano, che d’italiano aveva la bandiera tricolore, e dei panini a un pub di fronte la stazione, tornammo a Kyoto, con la voglia di ritornare anche il giorno successivo: dopo aver raccontato l’esperienza nell’onsen, tutti volevano provarlo, ed io ritornarci.
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4 Commenti a "Onsen: le terme giapponesi"
Adoro l’onesn come tutti i giapponesi…
Dovro’ andarci anche io al prossimo viaggio, che credo avverrà in dicembre forse il prossimo, col freddo sara’ ancora + piacevole come le nostre terme a Saturnia… Fantastico un consiglio molto utile questo articolo ho una voglia di Onsen ^ ^
Sarebbe fantastico poter trascorrere qualke giorno con il mio ragazzo in qst paradiso
GULLLLPPP
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