Un piccolo Blog dedicato al paese del Sol Levante ed alle altre nostre passioni
Nel post precedente si è tanto parlato di Hiroshima e inevitabilmente si è discusso della bomba atomica e di tutto quello che ruota attorno ad essa; ma si è anche accennato che la città non è solo quello. Innanzi tutto essa è situata nell’estremità ovest dell’isola Honshu, e quindi richiede un bel viaggio in treno per essere raggiunta, circa tre ore, se si parte da Kyoto. Il viaggio è affascinante (Shinkansen con Japan Rail Pass), si attraversano piccole cittadine intervallate da chilometri di ridente campagna… Quasi quasi la prossima volta chiedo se hanno bisogno di un bracciante agricolo.
Appena arrivati in città, all’uscita della stazione, c’è un centro commerciale sotterraneo con sulle scale una bella facciata di benvenuto, all’inizio non si capisce cosa sono quegli uccelli colorati, poi nel memoria Park si è capito che rappresentano origami e si riferiscono alla storia di Sadako. Il modo migliore per spostarsi in città è utilizzando gli autobus, che hanno una particolarità rispetto agli altri presenti nelle metropoli giapponesi, sono tutti diversi tra loro, questo perché provengono da tutte le città del mondo, e i giapponesi hanno rimesso a nuovo e sono perfettamente funzionanti (quasi quasi pensavo di mandare loro una nave cargo con quelli che girano per Napoli). Due sono le cose da non perdere oltre il complesso del Peace Memorial Park. La prima è Hiroshima-jo, noto anche come castello della carpa, attorno ad esso nel sedicesimo secolo si è sviluppata la città.
Esso è situato a nord dell’A-Bomb Bome tra i due fiumi che scorrono nella città; a causa della bomba esso è andato distrutto, e in seguito, come da originale, è stato ricostruito in cemento. Non colpisce particolarmente, sopratutto in paragone a quello di Himeji, ma da esso si gode la vista sulla città e sul parco memoriale. I cinque piani sono alquanto spogli, ma quello che ci ha lasciati un po’ perplessi è stato il quarto piano completamente dedicato alla squadra locale di baseball Hiroshima Carp, poi abbiamo capito che qui in città il baseball è qualcosa in più di un semplice passatempo. La seconda cosa per cui vale la pena visitare la città è la versione locale dell’okonomiyaki che prende il nome di Hiroshima-yaki, fatta con i noodles e uova fritte.
Ci sono tanti posti dove poterla assaggiare, ma forse noi scegliemmo il più caratteristico: Okonomi-mura, un complesso di trenta piccoli ristoranti dove ci siamo potuti accomodare attorno al teppan, la piastra di ferro caldo dove solitamente sono cucinati i piatti, il personale non parlava propriamente inglese ma da come i nostri vicini mangiavano ci siamo convinti a fermarci, ci siamo divertiti, secondo me le cuoche non avevamo mai visto dei gaikokujin.
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| 34°24′9.08″N 132°27′36.70″E | 34°23′31.44″N 132°27′43.02″E |
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Un Commento a "Hiroshima: oltre la bomba"
molto interessante…..very interesting…….
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