Hiroshima è la città tristemente nota per essere stata rasa al suolo dalla prima bomba atomica1. Siamo andati a visitarla il 9 agosto, tre giorni dopo l’anniversario dell’esplosione, avvenuta il 6 agosto 1945 alle 8.15 am, ad un’altezza di 550 metri dal suolo, quota scelta non a caso, in modo da poter provocare molti più danni di un esplosione al suolo.

Orologio fermatosi all'ora dell'esplosione

Ci saremmo aspettati una metropoli ancora “piegata e oppressa” da ciò che è successo, ma abbiamo trovato invece una tranquilla città, rinata ma che ovviamente non ha dimenticato quello che le è accaduto, in diversi punti sono visibili “ricordi” dell’esplosione. Quello che ci ha impressionato notevolmente è stato leggere che già il giorno successivo all’esplosione, arrivavano volontari da tutto il Giappone per poter aiutare gli abitanti di Hiroshima (comportamento da apprezzare dei giapponesi, si mobilitarono per un’immediata ripresa e non “si piangevano addosso” aspettando aiuti esterni).

Plastico del Plastico del

Ovviamente il nostro scopo era visitare il Peace Memorial Park, all’interno del quale sono presenti l’Arco della Pace, il Museo, il Cenotafio, il Children’s Peace Memorial e l’A-Bomb Dome. Nell’arrivare al parco si nota inizialmente l’Arco della Pace, una struttura sulla quale è scritta la parola PACE in tutte le lingue del mondo, nella speranza che un giorno tutti possano pronunciarla e “viverla” insieme.

Arco della Pace

Ci siamo poi recati al Peace Memorial Museum, all’interno del quale è raccontato il “prima-durante-dopo” dell’esplosione atomica. Voglio segnalare il fatto che è stato l’unico museo durante il nostro viaggio dove abbiamo trovato delle guide in italiano (erano presenti in moltissime altre lingue) e che il biglietto d’entrata costa solo 50 ¥, a testimonianza di come i giapponesi ci tengano a farlo visitare per portare a conoscenza di tutti la devastazione provocata dalla bomba!

Guida + Biglietto del Peace Memorial Museum

Entrare in questo museo segna per tutta la vita, sinceramente è una delle esperienze più emozionanti e tristi allo stesso tempo, perchè solo visitandolo ci si rende conto delle pulsioni distruttive che hanno pervaso l’uomo nel XX secolo. La prima parte del museo, ovviamente mostra l’Hiroshima precedente, una fiorente città portuale, e contemporaneamente rende pubblici i documenti americani sulla scelta degli obiettivi e sulle motivazioni, come ad esempio la scelta di una città che si presentasse al meglio per i servizi fotografici successivi la missione. Ovviamente gran parte del museo è dedicato alla situazione ad Hiroshima dopo l’esplosione: sono veramente tantissimi i reperti, tra i quali ricordiamo un muro colpito da schegge e uno da piogge acide, portoni e bottiglie “modellati” dal calore e dalle radiazioni, resti di vestiti ed esseri umani (questi ultimi sono presenti alla fine, per segnare ancora di più il visitatore), ma la cosa che forse colpisce di più è un gradino sul quale è rimasta l’ombra di una persona che vi era seduta sopra al momento dell’esplosione!2

Peace Memorial Museum Ombra lasciata sui gradini da un corpo

Dopo aver lasciato la nostra testimonianza su un libro, siamo usciti affranti e senza parlare per diversi minuti, tanto era la commozione per quello che avevamo visto. Ci siamo poi recati al Cenotafio, che riporta i nomi di tutte le vittime accertate della bomba atomica. Esso incornicia l’A-Bomb Dome e la Flame of Peace, che sarà spenta nel momento in cui verrà distrutta l’ultima arma nucleare presente sulla Terra.

Cenotafio nel Peace Memorial Park

Procedendo poi verso Nord c’è un altro monumento che per alcuni risulta essere più toccante dello stesso museo: è il Children’s Peace Memorial, commemorativo per la pace dei bambini e dedicato a Sadako Sasaki. Essa era una bambina giapponese vissuta ad Hiroshima, che aveva solo due anni quando la bomba atomica fu sganciata. Come conseguenza della radiazioni, a 15 anni le fu diagnosticata una grave forma di leucemia e venne a sapere di un’antica leggenda, secondo la quale se fosse riuscita a creare mille gru con la tecnica degli origami avrebbe potuto esprimere un desiderio. Da quel momento iniziò a realizzarne con ogni cosa di carta che trovava. Una versione della sua storia, vuole che Sadako fosse riuscita a completare 1300 gru, prima di morire; secondo un’altra, Sadako sarebbe riuscita a completarne solo 644, mentre le restanti 356 sarebbero state aggiunte dai suoi amici. Infine, tutte le gru sarebbero state sepolte con lei. Il suo desiderio comunque non era limitato alla sua guarigione, infatti Sadako stava dedicando al suo lavoro il massimo impegno soprattutto perché credeva che inquesto modo avrebbe posto fine a tutte le sofferenze ed avrebbe curato tutte le vittime del mondo, portando ovunque la pace.

Children's Peace Memorial [singlepic id="377" w="300" h="240" mode="" float="center" ]

L’ultimo monumento del Peace Memorial Park è forse il più conosciuto al mondo, si tratta cioè del A-Bomb Dome (Hiroshima Peace Memorial, patrimonio dell’umanità dell’UNESCO dal dicembre 1996): è il simbolo reale della devastazione che ha colpito questa città, ed è situato sulla riva opposta del fiume Motoyasu-gawa rispetto al Peace Memorial Museum. Prima dell’esplosione l’edificio ospitava l’industrial Promotion Hall (una sorta di fiera commerciale della città), ed è tra le strutture che sono rimaste in piedi dopo l’esplosione, quella più vicina all’ipocentro, distante solo 150 metri. Da segnalare il fatto che Cina e USA non furono molto contenti che quest’edificio fosse inserito tra i patrimoni mondiali dell’umanita dell’UNESCO. I suoi resti sono illuminati di notte e sono stati conservati a ricordo perenne della tragedia, nella speranza che non accada mai più.

A-Bomb Dome

Peace Memorial Park visto dal satellite

34°23′33.75″N 132°27′7.26″E

  1. Il nome della bomba è “Little Boy”, sganciata alla quota di 9450 metri di altezza da un Boeing B-29 Superfortress denominato Enola Gay, dal nome dalla madre del pilota.
  2. Vi rimandiamo alla gallery per le foto di questi reperti.