Un piccolo Blog dedicato al paese del Sol Levante ed alle altre nostre passioni
Questo articolo eccezionale è stato scritto da Catia, una nostra cara lettrice, appassionata del Giappone e del mondo delle Geishe. Catia in uno dei suoi viaggi nel paese del Sol Levante ha avuto l’occasione di intervistare una vera Geisha e ci ha portato la sua preziosa testimonianza:
Un po di Storia
La Geisha e’ la tradizionale artista del giappone, e’ un’intrattenitrice, e le sue arti includono la danza che e’ l’arte piu’ apprezzata, lo shamisen strumento a 3 corde simile ad un piccolo liuto, in pelle di gatto o cane ben tesa, con corde di seta, e 3 cavicchi per accordarlo…il canto e la cerimonia del te’. La figura della geisha e’ stata molto comune tra il XVIII e il IX secolo.
il termine geisha e’ composto da 2 kanji 芸 gei che significa arte e sha 者 che significa persona. Quindi il termine esatto e’ artista o persone d’arte.
Il termine Geiko e’ usato sia nella regione del Kansai che a Kyoto e si utilizza per distinguere le Onsen Geisha che non hanno nulla a che vedere con le artiste sopracitate, essendo delle prostitute che in genere si esibiscono negli alberghi o di fronte un certo tipo di clientela.
L’apprendista geisha e’ chiamata Maiko 舞 妓 cioe’ fanciulla danzante che con il suo trucco elaborato e i suoi appariscenti kimono e’ diventata per eccellenza il simbolo del giappone stesso.
Dal momento che il giappone apri’ le “porte” agli americani, per essi il termine geisha fu’ completamente travisato questi infatti pensarono la geisha non fosse null’altro che una prostituta d’alto bordo.
L’immagine che infatti si erano fatti era ovviamente sbagliata, non erano donne sottomesse, bensi’ emancipate e libere fin dove la loro professione glielo permetteva.
Tradizionalmente l’apprendistato cominciava fin dalla piu’ tenera eta’, erano figlie di poveri contadini che venivano vendute agli okiya cioe’ le case dove alloggiavano, e tutt’ora vivono, e venivano affidate alla supervisione della okasan cioe’ la madre della casa. Il gradino di partenza era come shikomi, cioe’ domestica, che serviva a forgiare il carattere, se la shikomi veniva ritenuta idonea dopo un certo periodo veniva mandata a studiare le arti da geisha nell’hanamachi , se superavano l’esame di danza comprese le altre arti, venivano affidate alla onee-san cioe’ la sorella maggiore, che la istruiva sul corretto comportamento, cioe’ versare te’ o sake’, alle apprendiste non era infatti permesso di fare altro, questo periodo durava circa 1 mese, dopodiche’ le era permesso anche di intrattenere e veniva cambiato anche il nome che solitamente per la prima parte era come la sorella maggiore.
L’apprendistato poteva durare fino 5 anni quindi la maiko, diventava di diritto una geisha, che manteneva fino al suo ritiro, cosa che accadeva solo in casi particolari, come un matrimonio, oppure una gravidanza, se non poteva fare altrimenti. Da quel momento la geisha incominciava a ripagare l’okiya dei debiti che aveva contratto, era infatti la casa che si accollava tutte le spese della geisha compresi i pasti, le lezioni, e ovviamente i kimono, che potevano arrivare a costare fino a 1000 dollari americani cifra stimata fino al 1975, per cui se la geisha era poco richiesta non estingueva mai il proprio debito.
Il momento piu’ importante per la vita di una Maiko era ovviamente il mizuage 水揚げ che significa ricevere o dare le acque, ed era il momento in cui la veginita’ della maiko veniva venduta dalla madre dell’okiya al miglior offerente, ovviamente i soldi li tratteneva tutti la madre per ripagare in parte il debito della maiko, solitamente il mizuage avveniva intorno ai 14 anni, e non solo veniva cambiato il colletto del kimono che da rosso diviene bianco , ma anche la pettinatura, che da wareshinobu diventa ofuku.
Se una maiko passava i 14 anni senza aver cambiato il colletto, veniva guardata con sospetto per questo all’epoca esistevano dei defloratori di professione, oggi per fortuna pratica in disuso.
Se una geisha voleva e tutt’ora vuole imporsi nella sua professione, gli inviti serali non bastano certo a renderla famosa, nel loro ambiente lo sono quanto le Star di Hollywood, quello di cui ha bisogno è un Danna, cioè un protettore che le paga ingenti somme di denaro. Le organizza feste, spettacoli in cui la geisha nè è protagonista(spesso sono feste con invitati scelti). Le offre dei regali costosi… Quali kimono e gioielli, in questo modo il suo status cresce al di sopra di una semplice geisha che intrattiene solo i clienti sia abituali sia nuovi. Spesso il Danna è un uomo spostato che non potrà mai regolarizzare il suo rapporto con l’artista ma la terrà come seconda moglie, ma del crepuscolo. Una geisha di tutto rispetto non si disonora mai con clienti abituali, il sesso sarà solo ed esclusivamente con il suo Danna, che possono essere anche solo un paio nella vita di un’artista seria.
L’intervista
Spero che questa breve spiegazione sia chiara e che illumini sul mondo complesso e meravigliosa dell’arte di essere una geisha. Grazie ad una persona giapponese ho avuto l’immensa fortuna di poter incontrare una vera geiko di Gion, non posso fare il nome e spero capirete, ho potuto sapere cose che alla mia cultura mancavano, e cioe’ che le Geiko si acconciano i capelli 1 volta a settimana dato l’alto costo dell’elaborata acconciatura, la Geiko studia ogni materia 3 ore ogni giorno tutti i giorni, e le viengono concessi solo 2 giorni di liberta’ al mese, per andare dalla famiglia.
Lavora tutte le sere, infatti e’ davvero poco il tempo che le viene concesso di riposare, il vestitore impiega non piu’ di 10 minuti per metterle il kimono e l’elaborato obi, chiamato darari obi cioe’ obi penzolante che arriva fino a terra molto pesante e ricamato in colori sgargianti.
Questa geiko ha finito le scuole medie ed ha deciso volontariamente di iscriversi alla scuola , avendo 17 anni, aveva iniziato all’eta’ di 14, ( che tenerezza) per gli standard moderni la sua altezza e’ accettata, cioe’ 1,65, altrimenti sarebbe stata scartata fino a qualche decennio fa’.
E’ stata molto gentile e disponibile, e si e’ prestata a farsi fare un paio di foto con me.
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Un Commento a "A tu per tu con una Geisha"
Un articolo eccezionale, spero aiuti a far luce su cosa significhi essere una geisha, troppo spesso ho dovuto spiegare che esse non sono donne dai facili costumi e nonostante ciò in molti non credono che degli uomini paghino per poter godere esclusivamente di un pò di compagnia. Sempre sulla loro vita vorrei consigliare un film “Maiko haaaan!!!” che ho visto su di un volo della JAL e che purtroppo non è reperibile in italiano: è la storia di un fan di maiko, ideale per fare quattro risate
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